Tour Down Under 2026, Jay Vine porta a casa la doppietta nonostante la “trappola-canguro”: “Per fortuna non mi sono fatto nulla e posso godermi il successo”
Jay Vine ha vinto il Tour Down Under 2026. L’australiano ha capitalizzato al meglio il successo maturato nella seconda tappa in linea e ha poi gestito la situazione fino alla conclusione dell’ultima frazione. Proprio questa è stata abbastanza complicata per il portacolori della UAE Emirates XRG, che ha dovuto far fronte a diversi attacchi portati da corridori speranzosi di ribaltare la situazione in classifica generale, oltre che alla “trappola” portatagli da un… canguro. A 90 chilometri dalla fine, infatti, Vine è stato fra gli atleti che hanno avuto un incontro troppo ravvicinato con un animale, decisamente tipico a quelle latitudini, balzato in strada proprio al passaggio del gruppo.
Vine è finito a terra, ma è riuscito a ripartire senza problemi, portando così a termine, in maniera vittoriosa, il suo Tour Down Under, il secondo conquistato dopo quello del 2023. “Quella volta fu più impegnativo, in termini di quantità di sforzi – le parole di Vine nell’immediato dopotappa – Quest’anno, abbiamo iniziato bene e abbiamo semplicemente un sacco di sfortuna con il passare dei giorni. Si dice sempre che non è mai finita finché non è finita, ma, cavolo, questa cosa non è mai stata vera come in questa corsa…“.
Il 30enne australiano, che arriva così a 14 vittorie in carriera, si riferisce all’incidente avuto con i canguri (erano più di uno, secondo il racconto di Vine): “Quando mi chiedono cosa sia la cosa più pericolosa in Australia, io rispondo sempre che sono i canguri – sorride Vine – Si nascondono nei cespugli a bordo strada e quando non te l’aspetti ti saltano davanti. Non puoi evitarli. Oggi ne sono saltati due in mezzo al gruppo quando stavamo andando intorno ai 50 all’ora. Uno dei due si è piantato in mezzo alla strada e poi ha iniziato ad andare a destra e sinistra”.
A quel punto, non c”era più nulla da fare per evitare il contatto: “L’ho colpito io sulla schiena e sono caduto – racconta Vine – Fortunatamente, io sono a posto e posso godermi questo successo, ma, purtroppo, in quel momento abbiamo perso un compagno di squadra (Mikkel Bjerg – ndr). Spero stia bene. Però, in questi casi non c’è molto che puoi fare per evitare l’incidente”.
Nel finale, la UAE era ridotta, in termini di numeri, appunto a Vine, a Ivo Oliveira e ad Adam Yates. Proprio l’inglese ha fatto un lavoro importantissimo nel finale: “Adam è stato fondamentale nell’ultima parte di gara, soprattutto durante l’ultimo passaggio sullo strappo di Stirling, oltre che negli ultimissimi chilometri. È stato perfetto nel tenermi in posizione e nel riportarmi davanti quando scivolavo indietro nel gruppo. Ma anche Ivo è stato importante e pure Juan Sebastián Molano (ritiratosi dopo metà gara) ha dato un grande contributo, perché all’inizio ha tirato praticamente sempre lui. Tutti quelli che sono rimasti sono stati eccezionali”.
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